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I punti di forza della consulenza: la consulenza di Santucci STUDIO
La prevenzione dei rischi e sorveglianza sanitaria
Gli altri adempimenti di Legge
La formazione-informazione per… tutti!

I punti di forza della consulenza: la consulenza di Santucci STUDIO

Operare nel terziario significa occuparsi di settori quali commercio, trasporti, turismo e, nell’ambito del cosiddetto ‘terziario avanzato’, di aziende informatiche, di consulenza e simili, perciò in grande misura di uffici ed ambienti analoghi. Mi occupo da quasi 30 anni di medicina del lavoro in questi ambiti, ma prima ancora ho ricevuto solide basi cliniche da 5 anni di Guardia medica e 15 anni di attività di medico di medicina generale, ed acquisito esperienza medico legale, attraverso Consulenze Tecniche di Parte nel settore ‘previdenziale’ dal 1992, che mi consentono oggi, quale medico competente, di offrire alle imprese una autentica consulenza a 360°, ponendo al centro ‘la persona al lavoro’. La consulenza erogata da ‘Santucci studio medicina del lavoro’ costituisce una esperienza unica, poiché unico è il servizio che sono in grado di erogare nel campo del terziario, grazie ad un patrimonio di conoscenze ed esperienze, che pochi altri professionisti possono vantare nel panorama nazionale. Al di là dei noti obblighi di Legge (art.25, comma 1 D. Lgs.81/08 e s.m.i.), grazie alla conoscenza delle esigenze di azienda e lavoratori, sono in grado di rispondere alle crescenti richieste dell’impresa moderna, che necessita di un riferimento sanitario autorevole con competenze trasversali e attitudine al ‘problem solving’. Le aziende, al giorno d’oggi, si aspettano una consulenza più ampia e articolata, che supporti il lavoratore al di là della risoluzione delle consuete problematiche individuali ‘lavoro-correlate’. Le multinazionali di maggiori dimensioni chiedono anche una prima gestione dei ‘comuni’ problemi di salute con la ciclica presenza in azienda del medico competente, agevolata dalle prestazioni diagnostiche-specialistiche erogate dalle assicurazioni previdenziali previste contrattualmente. Le società più strutturate richiedono invece supporto nei percorsi di ‘promozione della salute’, sostenuti da campagne aziendali di prevenzione e screening, pacchetti salute e ‘corporate wellness’ con un obiettivo finale, il Total Worker Health. Questi obiettivi sono raggiungibili, poiché coincidono proprio con la ‘mission’ del mio Studio: il raggiungimento del benessere psico-fisico totale della persona al lavoro.

La prevenzione dei rischi e sorveglianza sanitaria

I principali rischi nel terziario risiedono nel sovraccarico oculo-visivo e muscolo-scheletrico di arti superiori e colonna cervicale, perciò come Santucci Studio siamo in grado di svolgere gli accertamenti clinico-strumentali necessari, attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati (art.25, comma 1 lettera b D.Lgs.81/08 e s.m.i.).
In particolare nell’ambito del lavoro al videoterminale ho sviluppato personalmente una competenza ‘super-specialistica’, testimoniata da una vasta esperienza pluridecennale e da numerose pubblicazioni e contributi dedicati, in grado di affrontare le diverse problematiche che afferiscono a questa mansione con riferimento alla Normativa vigente (art.174 D.Lgs.81/08 e s.m.i.): rischi per vista e occhi, problemi legati a postura ed affaticamento fisico o mentale, condizioni ergonomiche e di igiene ambientale. Per esempio, lo screening ergoftalmologico, o test di funzione visiva, viene eseguito attraverso strumenti manuali con riferimento al documento di orientamento professionale SIML (Società Italiana di Medicina del Lavoro) per i medici del lavoro “Funzione visiva ed uso occupazionale di videoterminali” (2020), mentre gli arti superiori e la colonna cervicale vengono esaminati tramite ‘valutazione clinico funzionale’ raccomandata dalle Linee Guida SIML 2013 per la sorveglianza sanitaria degli addetti ad attività lavorativa con videoterminali. Operare ‘in considerazione degli indirizzi scientifici più avanzati’ costituisce una garanzia per azienda e lavoratori ed una tutela medico legale per il medico competente, oltre che assicurazione di massima prevenzione di patologie muscolo-scheletriche e disturbi astenopici correlati. Per questi ultimi, per esempio, viene misurata la cosiddetta ‘astenopia significativa’ (affaticamento visivo ‘non accettabile’), che consente di selezionare accuratamente i casi meritevoli di approfondimento, secondo le Linee Guida specialistiche. Inoltre, un approccio di elevata qualità verso il lavoratore consente nel caso di menomazioni temporanee, per esempio traumatiche da infortunio, oppure in patologie croniche, muscolo-scheletriche e neuro-degenerative, di individuare risposte rapide ed efficaci al fine di sfruttare al meglio la capacità lavorativa residua dell’operatore. Soltanto conoscendo il profilo di rischio del lavoratore e il suo quadro fisiopatologico, la specifica postazione di lavoro e le molteplici attività che caratterizzano la mansione, é possibile formulare un efficace giudizio di compatibilità fra richieste della mansione e quadro psicofisico del lavoratore, soprattutto nei casi di lavoratori ‘fragili’, disabili o anziani.
Naturalmente tale approccio si può riprodurre nella attività, non ancora normata, comprendente l’uso di dispositivi elettronici dotati di piccolo schermo (< 10 “), che richiede particolare attenzione, comportando uno sforzo visivo maggiore rispetto ai computer per la minore distanza, oltre ad incremento del sovraccarico di arti superiori e colonna cervicale a causa della modalità ‘portatile’. E certamente non vanno trascurati gli altri rischi che afferiscono alla mansione di ‘videoterminalista’: problemi legati ad affaticamento mentale, condizioni ergonomiche e di igiene ambientale (art.174 D.Lgs.81/08 e s.m.i.). La valutazione dell’affaticamento mentale è la conseguenza della analisi del carico di lavoro mentale, alquanto trascurata nel panorama nazionale, che, grazie alla disponibilità di specialisti della materia nell’ambito di un lavoro di ‘team’, é possibile, anzi doveroso, approfondire per diversi motivi: assolvere all’obbligo di Legge (art.174 D.Lgs.81/08 e s.m.i.), valutare il carico di lavoro suddiviso nelle mansioni specifiche, consentendo di attribuire correttamente i carichi di lavoro e valorizzando al meglio le risorse incrementandone la produttività, ri-modulare le attività nei casi di nuova idoneità con prescrizioni/limitazioni legata alla performance intellettiva. Parimenti i problemi legati alle condizioni ergonomiche vanno gestiti attraverso un ‘lavoro di squadra’ con i migliori specialisti della materia, soprattutto nell’analisi delle singole postazioni di lavoro dotate di videoterminale. E non sempre le più avveniristiche soluzioni architettoniche pongono il benessere del lavoratore al centro del progetto. Mentre in altri casi una scelta scorretta delle sedute può costituire un serio problema per la salute di numerosi videoterminalisti che possono trascorrere anche molti anni vincolati a quelle postazioni. Perciò va rimarcato che le migliori soluzioni, e conseguentemente i risultati più brillanti, si possono conseguire, operando già in fase di progettazione di un nuovo ambiente lavorativo.
I problemi di igiene ambientali possono essere molteplici (dal rischio allergeni alla prevenzione della Legionellosi, ai più rari casi di Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla – MCS), ma richiamano alla memoria l’apice della pandemia da COVID-19 che ha richiesto un grosso sforzo alle Aziende, sostenute dalle principali consulenze tecniche, sanitarie e legali. Nella fattispecie ho potuto fornire un supporto costante, realizzando un filo diretto con le imprese clienti al fine di condividere ogni misura preventiva e protettiva, sia individuale (dallo smartworking alla gestione della quarantena, dalla scelta dell’isolamento cautelativo condiviso alla gestione del rientro) che collettiva (dalla ‘compartimentazione’ degli uffici, alle comunicazioni tramite e-mail, all’isolamento verso l’esterno). Queste ed altre misure aziendali hanno contribuito concretamente a spezzare la catena di contagio del virus COVID-19, ma sono state poco ‘riconosciute’ e costituiscono comunque un patrimonio di conoscenze da preservare nella malaugurata eventualità di nuove pandemie.

Gli altri adempimenti di Legge

Oltre alla sorveglianza sanitaria con la relativa istituzione della cartella sanitaria e di rischio, il medico competente deve adempiere agli altri obblighi disposti dalla normativa vigente ai sensi di art.25, comma 1 D.Lgs.81/08 e s.m.i.. Tra questi vi è il sopralluogo negli ambienti di lavoro. Si tratta di un momento fondamentale che consente di analizzare le singole postazioni dotate di videoterminale, verificando la conformità del layout sia per favorire il mantenimento delle corrette posture, sia per l’assetto illuminotecnico, che possono incidere sensibilmente sulla formulazione del giudizio di idoneità e sulla stessa performance lavorativa. Ma vi sono altri aspetti meritevoli di una attenta verifica, al fine di concorrere al benessere dei lavoratori: dal microclima e relativo impianto di condizionamento agli arredi degli ambienti, dalla disposizione e scelta delle stampanti/fotocopiatrici al rumore di fondo percepito.
Un altro momento centrale è costituito dalla partecipazione alla riunione annuale, l’occasione di fare il punto in azienda sui tema della salute e della sicurezza. Nella circostanza ‘il medico degli uffici’ è tenuto a presentare i risultati della sorveglianza sanitaria in forma anonima e collettiva. Nello specifico il dato rilevante è costituito dalla prevalenza dei casi di ‘astenopia significativa’ che equivale al monitoraggio del disconfort oculo-visivo dei videoterminalisti. A fronte di un dato di letteratura pari, o superiore al 20%, nelle popolazioni che seguo da anni, sono in grado di evidenziare una prevalenza inferiore al 10 % di casi di affaticamento oculovisivo. Alcune altre attività, non meno importanti, che possono essere erogate all’interno della consulenza, riguardano:
– il supporto all’impresa nel conseguimento della certificazione di qualità ISO 45001:2018, partecipando agli audit aziendali richiesti dall’Ente certificatore;
– la collaborazione per l’inserimento del lavoratore disabile nella quota aziendale, rapportandosi con l’Ufficio Provinciale del Lavoro, oppure con INAIL nell’eventualità di ‘Accomodamento ragionevole’;
– il supporto specialistico nei percorsi di ‘promozione della salute’ per i lavoratori, oppure l’attività internistica in ambulatorio aziendale con l’appoggio delle prestazioni diagnostiche-specialistiche garantite da polizza assicurativa. Infine si precisa che per la gestione dei dati sanitari viene utilizzato un software dedicato che, rispettando le indicazioni del GDPR, garantisce la massima sicurezza per quanto riguarda la gestione dei dati sensibili e in particolar modo del contenuto delle cartelle sanitarie e di rischio.

La formazione-informazione per... tutti!

Oltre alla formazione-informazione prevista per i lavoratori già sottoposti alla sorveglianza sanitaria, ai sensi di art.25.1 D.Lgs 81/08 e s.m.i., quale formatore idoneo all’attività di docenza moduli ABC per RSPP/ASPP (Decreto Regione Liguria n°818 del 7/4/2011), svolgo per conto di associazioni, aziende ed enti, corsi di formazione rivolti a RLS e lavoratori, ASPP/RSPP e Medici competenti, sul tema del ‘lavoro al videoterminale’ e più in generale sulla salute negli uffici. I corsi si tengono generalmente presso la Società o l’Ente cliente e costituiscono il prodotto finale di una esperienza formativa ventennale, comprendente diversi titoli e destinatari. Ciascuno può essere eventualmente ri-modulato o personalizzato in base alla durata e agli obiettivi di apprendimento.
CORSO n°1 – ‘La tutela della salute del videoterminalista’ per lavoratori al videoterminale (2 ore oppure 4 ore)
CORSO n°2 – ‘Aggiornamenti sul lavoro al videoterminale: dai rischi tradizionali al videoterminalista 4.0’ per ASPP/RSPP e medici competenti (4 ore)
CORSO n°3 – ‘Lo screening ergoftalmologico nel videoterminalista: dalla teoria alla pratica’ per medici competenti
(4 ore)