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Salute e nuove tecnologie digitali: che cosa ci riserva il futuro?

A quali problemi fisici o psicologici stiamo andando incontro?

Quali rischi dovremo affrontare e, soprattutto, come li potremo valutare e gestire?  

L’utilizzo sempre più agile e pervasivo dei dispositivi portatili, l’introduzione di nuovi devices, con varia dimensione e differente impiego in ogni ambito produttivo, stanno già caratterizzando l’attuale realtà.

In Italia il tema è poco sentito e la letteratura carente, ma a livello europeo l’attenzione è già elevata: si ragiona su modifiche della Direttiva dedicata alle attrezzature munite di videoterminali ed è stata inaugurata dalla Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) la campagna triennale dedicata al lavoro nell’era digitale.

EU-OSHA esprime già preoccupazione su vari temi, dal rischio ‘prolungata seduta statica’, responsabile di problemi metabolici e cardiovascolari, neoplastici e psichiatrici, ai dispositivi di realtà virtuale ed aumentata (sovraccarico mentale, cinetosi ed astenopia), all’esposizione a sostanze pericolose e polveri, prodotti dalle ‘stampanti 3D’. L’International Labour Office (ILO), nell’ambito del ‘teleworking’, raccomanda la prevenzione delle problematiche muscolo-scheletriche e nella salute mentale (‘work-life balance’), oltre alla prevenzione dei disturbi oculo-visivi: infatti non vanno sottovalutate le ricerche cinesi sugli effetti della ‘luce blu’, né ignorata l’affermazione della World Health Organization (2017): “There is published evidence that excessive near work increases the risk of myopia“.

Ma guardando al prossimo futuro, la novità principale è costituita dalla ‘meta-realtà’, una esperienza immersiva per il lavoratore, durante un intervento di assistenza o una riunione di affari, che rivoluzionerà il concetto di ufficio nei prossimi anni.

E saranno messi a dura prova gli organi di senso, e la sfera neuropsichica in particolare, con modalità, e soprattutto conseguenze per la salute, non del tutto prevedibili al momento attuale.

In definitiva, modalità di lavoro, organizzazioni e tecnologie nuove richiedono più moderne capacità di analizzare i rischi e soprattutto di proporre soluzioni.

Per rispondere a questa necessità Santucci Studio Medicina del lavoro, insieme a CESVOR, offre VIRA (VDT Integrated Risk Assessment), uno strumento innovativo per la valutazione dei rischi, realizzato dopo tre anni di ricerca e già adottato in diverse aziende,  con l’obiettivo di garantire benessere ad imprese e lavoratori.